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Di tutto un po' ma niente spoiler

Chi è MaQ?


MaQ è un personaggio che ho creato per un pbem (gioco di ruolo via email). Il gioco è ormai terminato da tempo ma in questa pagina potete trovare le storie scritte finora.

Ritorno

Autore: Elisa
Luogo: Bosco del Villaggio di Carva
Data : 2 maggio 132

Natura strana quella dei mezz’elfi... irrequieti e impetuosi come gli umani... complicati e oscuri come gli elfi... camminano sempre in bilico tra due mondi e mai da una parte ben precisa. Una eterna lotta tra due anime che raramente trova pace.
Forse Euriante aveva trovato un giusto equilibrio nella quiete dei boschi ma adesso la solitudine sembrava esserle appiccicata addosso come una malattia e doveva vedere gente... chiunque fosse... anche se non era ancora certa di essere pronta a stare di nuovo in mezzo agli altri.
Finalmente vide le luci della città in lontananza.
L’aria fresca della notte la fece rabbrividire e si strinse nel mantello di pelle, l’unica cosa di valore che avesse con sé... a parte il medaglione con il simbolo della Signora delle Foreste, un albero rigoglioso circondato da una cornice ovale d’argento.
Aveva vagato per la regione da settimane non trovando mai il coraggio di avvicinarsi ad anima viva. Poi il dolore alle ossa si era placato e così aveva sentito il bisogno di una presenza umana o elfica... una qualsiasi insomma.

Per abitudine cercava sempre prendere vie poco battute e nascoste. Mentre camminava, diretta verso il villaggio, da un lato del sentiero si levò un flebile lamento. Il rumore proveniva da una buca abbastanza profonda..
Un animale forse? Chi voleva prendere in giro... Era una voce umana.
Si chiese se avesse una buona ragione ... una sola... per scendere laggiù in quella fossa e tirare fuori quella persona ...

Il vento soffiò e fece fremere le foglie degli alberi. La Luna non illuminava abbastanza la buca da poter distinguere qualcosa sul fondo.
Srotolò la corda che teneva agganciata alla propria cintura e ne legò un capo ad una albero vicino. Poi si calò nella fenditura del terreno che per fortuna era fonda solo un paio di metri. Il corpo umano era riverso sul terriccio umido, era esile, forse si trattava di un ragazzo. Lo imbracò con la corda e tornò in superficie. Tirarlo su fu una faticaccia. Come ogni novizia del tempio, Euriante era addestrata allo sforzo fisico e aveva imparato le tecniche rudimentali del combattimento ma quei mesi di isolamento nutrendosi solo di bacche, radici e frutti con il costante e tormentoso dolore alle ossa la avevano fiaccata molto, così quando finalmente riuscì a trascinare il corpo sull’erba era stravolta dalla fatica.
Ansimando voltò verso di se l’umano e scoprì con una certa sorpresa che si trattava di una donna dai capelli neri. Era ferita alla testa e un grosso ematoma scuro si allargava alla tempia mentre un taglio profondo nella cute versava sangue sul terreno.
Fece una prima fasciatura tamponando la ferita con erbe e impiastri che aveva già pronti nelle sacche. Doveva portarla la villaggio, così si allontanò cercando dei rami abbastanza robusti per fare una lettiga rudimentale.

Quando dopo pochissimi minuti tornò alla buca vide con orrore un enorme lupo grigio che annusava la donna umana ancora svenuta. La bestia sentiva l’odore ferruginoso del sangue. Ululò a lungo chiamando i compagni a raccolta. Euriante si era così impietrita che l’animale non si era ancora accorto di lei, preso com’era dal suo prossimo pasto.  Raccogliendo il coraggio la mezz’elfa si avvicinò lentamente.

Il Lupo fece un passo avanti e ringhiò minaccioso scoprendo la micidiale dentatura con tutto il diritto che ha un capo branco di reclamare la propria preda.
Lei si avvicinò ancora tenendo fisso lo sguardo sull’animale.
Non aveva nessun arma con se.
Gli occhi gialli della bestia la inchiodavano e l’unica cosa che poteva fare era di sostenere quello sguardo ferino.
Ci si vide riflessa e sentì di nuovo il calore invadente e possessivo della Signora, un potere indomabile che non accetta padroni e che giunge seguendo un misterioso disegno... l’estasi la trasfigurò e fu come se non fosse più se stessa.

«La preda è del branco» disse il Lupo
«La preda è mia, figlio»
«Il branco ha bisogno della preda»
«Il branco troverà altre prede»
«Il branco è in caccia da giorni ma le creature a due zampe uccidono sempre ogni preda prima del branco»
«Il bosco è attraversato da un gruppo di cervi, uno si è perduto e si è azzoppato alle rocce bianche»
«La figlia dei Boschi avrà la preda del branco, ma solo perché la Madre di tutti la protegge»
Il vecchio lupo ululò di nuovo e si lanciò verso le rocce bianche.

L’estasi finì e alla mezz’elfa rimase dentro solo la consapevolezza di essere una marionetta in mano ad un entità molto più potente e antica.
«Vattene! Vattene!» gridava colpendosi la testa e finalmente anche l’ultimo residuo della presenza se ne andò.

Il dolore alle ossa riprese insistente e martellante come non mai. Quasi con le lacrime agli occhi infilò una mano nella sacca dell’erbario e prese una ciocca di erbe bluastre cacciandosele in bocca e masticandole rabbiosamente. Certo non si era immaginata che il suo primo contatto con qualcuno si fosse rivelato così pericoloso. Non aveva abbastanza forza per portare la ragazza dai capelli neri al villaggio, così distese il mantello coprendo sia lei che l’umana e attese l’alba.

Dopo qualche ora finalmente il sole si decise a sorgere e Euriante, che non aveva chiuso occhio per la paura che i lupi tornassero e per il dolore che l’aveva martellata tutto il tempo, dette un’occhiata alla ferita della ragazza. Sembrava fuori pericolo e l’emorragia si era fermata.

Era stato senz’altro un ritorno molto movimentato.